La Mindfulness

Spesso i miei pazienti si presentano a studio e mi chiedono delucidazioni sulla “Mindfulness”. Un tema che vorrebbero conoscere in modo più dettagliato e, perché no, sperimentare. Per loro e per altri curiosi cercherò di chiarire le finalità di questa pratica.

Negli ultimi quindici-venti anni, la comunità scientifica ha dedicato sempre più spazio ed attenzione alla Mindfulness poiché ha mostrato di possedere una notevole efficacia terapeutica per molti disturbi e problemi psicologici e fisici.

Il fulcro dell'insegnamento della Mindfulness è l'attenzione al momento presente in modo “non giudicante”.

Troppo frequentemente le persone tendono a dare giudizi e ad etichettare ogni momento della propria vita: “questo è importante, questo è sbagliato, questo è giusto”.

L'attenzione non giudicante è, appunto, un'attenzione in cui si rinuncia deliberatamente ad applicare etichette e giudizi all'oggetto della nostra attenzione. Con la Mindfulness, ci si "allena" ad applicare un'attenzione pura, diretta, senza filtri, a ciò che è, nel momento in cui è, esattamente come viene percepito.

Questa attenzione al presente, permette all’individuo di uscire dal circolo vizioso che lo blocca costantemente con un piede nel passato (fonte di ricordi negativi, esperienze di inadeguatezza e di crisi)  e con l’altro nel futuro (fonte di anticipazioni catastrofiche circa le ulteriori esperienze di disagio che la persona potrebbero sperimentare).

L'attenzione al momento presente (in lingua inglese “present” significa “presente - regalo”) consente alla persona di riconoscere la propria esperienza mentale in quanto tale (i pensieri in quanto pensieri, le emozioni in quanto emozioni, le sensazioni fisiche in quanto sensazioni fisiche) e permette di aumentare notevolmente la libertà di scelta e di azione. Ad esempio, la mente può convincerci di non essere in grado di occuparci della nostra famiglia e dunque spingerci alla rinuncia e ad un ulteriore abbattimento e sfiducia.  Se, tuttavia, ci accorgiamo che l’incapacità è solo una costruzione della nostra mente, possiamo anche scegliere di fare comunque delle cose utili per noi stessi e la nostra famiglia.

Essere ancorati al momento presente ci consente di avere un punto di osservazione privilegiato della nostra mente e del suo modo di interpretare, di predire, di concettualizzare e di creare sofferenza.

Sintetizzando quanto sopra descritto, l’esperienza ripetuta di questa pratica (Mindfulness) consente alla persona di identificare gli schemi disfunzionali e ripetitivi che ciascuno tende ad utilizzare per concettualizzare se stessi e la realtà; permette  di conoscere con maggiore precisione l'origine mentale della sofferenza, di sviluppare un atteggiamento più aperto nei confronti della propria esperienza interiore (accettazione) e dunque un nuovo e energico tentativo nel provare a cambiare le cose (impegno).